Roma Interrotta – Storia Natura Città

Roma è Natura, sin dalle suo origini architettura e paesaggio sono progredite di pari passo, l’urbanizzazione, la crescita della città sono progredite insieme all’architettura dei Giardini Romani, rigonfi di piante esotiche, di statue e fontane, i Giardini hanno lasciato spazio alle campagne fuori le mura, alle Ville dei Borghese, dei Pamphili. Roma ha sempre rispettato il suo paesaggio naturale aggirandolo e crescendo attorno ad esso; rispettandone soprattutto l’essenza con la coscienza che quel verde, quegli spazi impropriamente denominati “vuoti” sono realmente parte della forma urbis che da sempre caratterizza la Città Eterna.

Prima che Roma diventasse piatta e informe come una polenta scodellata, i Romani vivevano muovendosi negli strati delle epoche sovrapposte come pesci nell’acqua, in profondità ed in superficie. E certo il male l’ha fatto la speculazione, ma chi ha fatto la speculazione?

G.C. Argan – Introduzione a Roma Interrotta – 1978

Poi è Arrivata la speculazione. Roma ha dimenticato qual’è stata la sua seconda anima, il cemento a preso il posto delle campagne. Da qui la presa di coscienza, la volontà di ripartire, ma ripartire da dove? Nel 1978 la mostra “Roma Interrotta”, cosciente dello strappo, propone il punto di ripartenza. La Pianta Grande del Nolli 1748, la prima carta di Roma elaborata scientificamente, pone in evidenza il tessuto del costruito, alle planimetrie degli edifici di interessi, agli spazi pubblici interni ed esterni, al contesto Naturale.

Negli anni successivi l’attenzione all’ambiente è cresciuta a livello mondiale, e anche Roma che da decenni agognava la necessità di uno strumento che la potesse proteggere, ha finalmente adottato un grande piano urbanistico in cui l’elemento naturalistico e ambientale ne è stato uno dei pilastri ispiratori. Ma questo meccanismo che si è innestato soprattutto nella Capitale dal secondo dopoguerra, si è realmente arrestato? Roma ha ripreso contatto con il suo paesaggio Naturale o questa macchina sta ancora procedendo nascosta intenta a sconvolgere il suo passato?

  

La ricerca per Eco

[...] [la tesi dottorale] costituisce un lavoro originale di ricerca, col quale il candidato deve dimostrare di essere uno studioso capace di far fare passi avanti nella disciplina cui si dedica. E infatti non la si fa, come la nostra tesi di laurea, a ventidue anni, ma anche a età più avanzata, e talora anche a quaranta o cinquanta anni (anche se ci sono ovviamente dei PhD giovanissimi) Perché tanto tempo? Perché si tratta appunto di ricerca originale, in cui bisogna sapere certo quello che hanno detto sullo stesso argomento gli altri studiosi, ma bisogna soprattutto “scoprire” qualcosa che gli altri non hanno ancora detto. Quando si parla di “scoperta”, specie in materie umanistiche, non si pensa a invenzioni travolgenti come la scoperta della scissione dell’atomo, alla teoria della relatività o a una medicina che guarisca il cancro: ci possono essere scoperte anche molto modeste, e viene considerato un risultato “scientifico” anche un modo nuovo di leggere e capire un testo classico, l’individuazione di un manoscritto che getta nuova luce sulla biografia di un autore, a una riorganizzazione e rilettura di studi precedenti che porta a maturazione e sistemazione delle idee che vagavano disperse in vari altri testi. In ogni caso lo studioso deve produrre in lavoro che, in teoria, gli altri studiosi del ramo non dovrebbero ignorare, perchè dice qualcosa di nuovo.

ECO U. Come si fa una tesi di Laurea – Bompiani 1977

IV Settimana

In linea le 5 domande sulla Terza parte del Testo “Architettura e Modernità” del prof Antonino Seggio

Mausoleo delle Fosse Ardeatine – Roma (1949)

“Viatori assetati di libertà
fummo a caso rastrellati
nelle strade e nel carcere
per rappresaglia
gettati in massa
trucidati murati in queste fosse
Italiani, non imprecate
mamme, spose non piangete
figli, portate con fierezza
il ricordo
dell’olocausto dei padri
se lo scempio su di noi consumato
sarà servito al di la della vendetta
e consacrate il diritto dell’umana esistenza
contro il crimine dell’assassinio”
 
Iscrizione Commemorativa all’interno delle Fosse Ardeatine

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Parliamo di Mr. Wright….

Online la terza parte delle domande sul testo “Architettura e Modernità” di Antonino Saggio.

Questa volta l’attenzione è concentrata su sua Maestà Frank Lloyd Wright…

Buona lettura!

 

Nuove domande….

Online le nuove domande sul testo

“Architettura e Modernità” Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica.

Buona lettura!

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Architettura e Modernità

Dopo la chiaccherata di ieri al seminario “Linee di Ricerca” del prof. Saggio, ho deciso che il “Question Time” sul testo, a questo punto merita una pagina a parte, gli aggiornamenti della pagina, con le nuove domande proseguiranno sulla main page del Blog, mentre le domande, aggiornate volta per volta proseguiranno direttamente sulla pagina.

Ovviamente i commenti e le risposte potranno essere postati sia qui che li!

 

Buona lettura!

Quinta domanda…

Architettura e Modernità - Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica

Antonino Saggio

Carocci ed. (2010)

  • L’autore conia un neologismo per definire le avanguardie: “ismi”, alcune di esse meritano un approfondimento per poter proseguire con la trattazione del testo. Esse sono:
  1. Fauvismo, Cubismo e Futurismo
  2. Dadaismo, Cubismo e Astrattismo
  3. Socialismo, Comunismo, Nazionalsocialismo
  4. Neoplasticismo, Espressionismo e Costruttivismo
  5. Classicismo e Impressionismo

Risposta: 4

Quarta domanda…

Architettura e Modernità - Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica

Antonino Saggio

Carocci ed. (2010)

  • L’autore conia un neologismo per definire le avanguardie: “ismi”, alcune di esse meritano un approfondimento per poter proseguire con la trattazione del testo. Esse sono:
  1. Fauvismo, Cubismo e Futurismo
  2. Dadaismo, Cubismo e Astrattismo
  3. Socialismo, Comunismo, Nazionalsocialismo
  4. Neoplasticismo, Espressionismo e Costruttivismo
  5. Classicismo e Impressionismo

Risposta: 4

Terza domanda…

Architettura e Modernità - Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica

Antonino Saggio

Carocci ed. (2010)

  • Parlando di Bauhaus, probabilmente trapela il pensiero dell’autore, cosa pensa della scuola di Dessau?
  1. La ammira ritenendola probabilmente la nascita dell’architettura contemporanea
  2. La critica fortemente
  3. La considera architettura di regime
  4. Esprime un parere positivo, senza lasciar trapelare il proprio parere
  5. Si capisce la propria ammirazione, attraverso una critica negativa

Risposta: 1